• Valery

Essere sostenibili significa essere gentili. Ce lo spiega Federica Albertin di @lecitazionidellafe.

Con il suo account Instagram @lecitazionidellafe, Federica racconta con umorismo e ilarità la sostenibilità collegandola a temi come la gentilezza, il femminismo e l'alimentazione. Ecco la sua intervista.


Foto di Federica Albertin con cuffie e microfono

I suoi video sono comici e divertenti, nonostante i temi trattati siano molto importanti. La sua positività e la sua energia hanno conquistato i suoi quasi 5000 followers. Sto parlando di Federica Albertin, 35 anni. Da anni la sostenibilità fa parte della sua vita, ma solo dall'anno scorso questa è diventata anche il suo lavoro. Le ho chiesto di raccontarmi della sua vita, del suo lavoro e del suo account Instagram @lecitazionidellafe.


L'INTERVISTA


Leggo nel tuo blog che sei una Sustainability copywriter & Green content creator e che lavori come Social Media Manager per TerraLab. Il tuo personale percorso sostenibile è iniziato dopo aver accettato un lavoro nel campo della sostenibilità o questo è stato un’inevitabile conseguenza delle tue scelte personali?


F: La seconda. È stata una conseguenza. Mi sono prima avvicinata come individuo cercando di intraprendere uno stile di vita sostenibile nella mia sfera personale. Ho poi capito che anche a livello professionale potevo, e dovevo, impegnarmi di più. Mi sono quindi specializzata con un master in sostenibilità nel fashion, design & beauty e mi sono lanciata nell’attivismo in seno a TerraLab, l’associazione onlus per la tutela ambientale di cui sono responsabile comunicazione. Parallelamente a questo, ho aperto un mio blog personale e ho stretto partnership con altrettanti blog e siti su cui scrivo i miei contenuti green.


Quali sono stati i tuoi primi passi verso la sostenibilità nella tua vita privata?


F: Inizialmente ho incontrato la cosmesi eco bio, per poi passare a quella plastic free, solida e zero waste. Poi è arrivata la volta della slow fashion. Da lì è stata tutta in discesa, abbracciando questo stile di vista in toto.


Foto di Federica Albertin con libro Pane e Bugie

Nel tuo account Instagram Lecitazionidellafe ogni lunedi, con l’hashtag #libredìgreen, consigli letture green ai tuoi followers. Come è nata l’idea di questa tua personale rubrica?


F: Ho cominciato spontaneamente a parlare delle mie letture in corso di lunedì, senza un principale motivo o obiettivo. Ho visto che la cosa aveva un buon riscontro: i libri avvicinano moltissimo le persone. Questo mi ha molto sorpresa! Così ho deciso di “brandizzarla” dedicando la rubrica alle letture green. Ora invito moltissimi ospiti, tra autori o lettori, che ogni lunedì presentano un testo a loro scelta. Sono anche andata in radio a presentare qualche libro e ho anche partecipato a una puntata del podcast Bookatini proprio a tema libri e sostenibilità.


Nel tuo articolo per naturalmentesostenibile.it hai sottolineato che una produzione sostenibile non tiene solo conto della sostenibilità ambientale ma anche di quella sociale ed economica. Due aspetti che normalmente non vengono citati spessi. Perchè secondo te, tengono ad essere sottovalutati e perchè sarebbe invece importante riportarli?


F: Non credo siano sottovalutati, semplicemente non si pensa rientrino a pieno titolo sotto il cappello della sostenibilità. Invece uno sviluppo sostenibile, per dirsi tale, deve proprio nascere dall’incontro di queste tre sfere. Per fare un esempio: etica e sosteniblilità non sono sinonimi.

Occore guardare alla salvaguardia del pianeta tanto quanto a quella delle comunità e delle persone, da un punto di vista sociale appunto e di sostentamento economico. Questo è il vero cuore dello sviluppo sostenibile.
 

Federica tratta nel suo account diversi temi che ricollega poi alla sostenibilità, come per esempio il femminismo, lo yoga e anche la gentilezza. Il suo post pubblicato il 13 Novembre 2020 sulla correlazione tra gentilezza e sostenibilità recita:

<<Iniziando da un piccolo gesto, ripensiamo ai nostri consumi e alle conseguenze delle nostre azioni sul prossimo e sul nostro pianeta.

Quale sarà oggi il vostro gesto gentile-sostenibile?>>

 
Foto di Federica Albertin che abbraccia un albero

Personalmente sento una fortissima correlazione tra gentilezza e uno stile di vita eco-friendly. Quale è il tuo personale punto di vista al riguardo? Perchè pensi che rispetto per l’ambiente e gentilezza siano collegati?


F: Mi piace partire dal presupposto che la sostenibilità è ovunque intorno a noi, in termini sia pratici, sia filosofici – se così possiamo dire. Essere sostenibili verso il pianeta e gli esseri viventi che la abitano che cos’è se non un atto di gentilezza?! Consiglio la lettura del libro che avevo recensito sul mio blog “La forza della gentilezza” di Piero Ferrucci, un testo che esprime in maniera chiara perchè gentilezza e sostenibilità vanno a braccetto... ma qui non spoilero nulla! Vi invito a leggere il libro perchè merita moltissimo!


Quali sono le difficoltà che incontri nel parlare di sostenibilità a 360 gradi ai tuoi followers?


F: Occorre essere coerenti prima di tutto: è una crescita a due sensi. Crearsi una community significa instaurare affetto e stima reciproci. Sono fortunata ad avere persone che mi seguono con simpatia. Ho uno stile di comunicazione molto ironico, a tratti comico, e ciò può piacere ad alcuni ed altri meno: ho difficoltà quindi a intercettare quel target, ma lo accetto, fa parte del gioco.


Sei mai rimasta vittima di greenwashing? Quali precauzioni prendi per proteggerti da tale pratica illegale?


F: Alzi la mano chi non è stato vittima di greenwashing! Tuttavia su questo aspetto ho un parere in controtendenza, nel senso che a mio avviso non tutto il male viene per nuocere. Per chi mastica quotidianamente questi temi è facile gridare al greenwashing e combatterlo, come è giusto che sia. Ma dobbiamo anche pensare che c’è tutta una fetta di persone, che poi è il mainstream, che è a digiuno di queste tematiche. Perciò se passo davanti a una vetrina di costumi che si professano green - quando non c’è una vera mission da parte del brand – chiaro, non mi fa piacere, ma penso che per alcune persone possa essere uno spunto per drizzare le antenne e porsi delle domande. Da lì poi ognuno decide se approfondire, ma da qualche parte le persone devono essere intercettate per portarle a bordo!


Ad ogni imprenditore o influencer green che intervisto chiedo sempre quale sia il primo consiglio che darebbe ad una persona che si avvicina per la prima volta al tema della sostenibilità. Credo infatti che ognuno di noi possa fornire un personale punto di vista basato sulla propria esperienza. In questo caso quale è il tuo consiglio?


F: Il mio consiglio è quello di mantenere sempre viva la curiosità. Per riprendere una famosa citazione: “Stay hungry, stay foolish”. Siate open minded, guardate al di là del vostro orto, informatevi leggendo, guardando film/documentari, seguendo divulgatori. Non perseguite la perfezione, ma fate la vostra parte e non sentitevi piccoli: tante gocce fanno un mare.


Immagino che nel tuo ambiente lavorativo, lavorando per una Onlus che ha a cuore l’ambiente sia facile trovare persone con cui relazionarsi facilmente sul tema della sostenibilità, ma vale lo stesso con la tua famiglia e i tuoi amici?


F: Assolutamente no. Famiglia e amici sono un discorso a parte. In famiglia ho trovato terreno più fertile: soprattutto chi vive con me “mi viene dietro”, diciamo. Per quanto riguarda gli amici è molto più difficile coinvolgerli e passar loro il messaggio e la sua urgenza. È un lavoro sui fianchi fatto dando il buon esempio e con tanta volontà!


Nel tuo profilo social utilizzi moltissime citazioni per far riflettere le persone che ti seguono e per dare spunti. Quale di queste diresti che ti rappresenta e rappresenta di più la motivazione che ti spinge?


F:

Sicuramente quella di Socrate: “Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso.”

Questa frase è per me un mantra, un vero e proprio motore che mi spinge a fare del mio meglio ogni giorno.


Foto di Federica Albertin con mucca

Ho visto che hai personalmente scelto di diventare vegana. Cosa ti ha spinto a prendere questa importante decisione e quali sono le sfide quotidiane che incontri nel rimanere fedele a questo regime alimentare?


F: La mia scelta è stata prima di tutto dovuta alla consapevolezza di quanto sia inquinante l’industria alimentare dei prodotti animali e derivati. Successivamente si è aggiunta anche una sensibilità etica, nei confronti degli animali. La sfida è stata re-imparare completamente a mangiare: affidandomi a una nutrizionista specializzata in alimentazione vegetale ho imparato a mangiare bene, meglio ed equilibrato. È un viaggio in sapori nuovi che consiglio a tutti!


Infine, quali sono le tue aspettative e speranze per il futuro?


F: Sono una persona ottimista e positiva di base, quindi non ho dubbi che troveremo modi e tempi per salvarci. Il fatto non è salvare o meno questo pianeta, ma salvare il genere umano. Sempre più sta aumentando la consapevolezza di dover fare qualcosa e di dover agire, non solamente come persone, in quanto consumatori, ma anche come collettività, come aziende, come istituzioni e partiti politici. Mi aspetto un cambio di direzione che arriverà dall’alto e che coinvolgerà sempre più persone in tutto il pianeta.


Foto di Federica Albertin

https://lecitazionidellafe.wordpress.com/

 

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