• Valery

Little Quiet Ideas: il capolavoro zero waste nato dall'amore per l'ambiente di Ilaria e Elena.

Due giovani imprenditrici italiane hanno deciso di supportare l'ambiente con il loro progetto zero waste. Nella nostra intervista doppia ci svelano la loro storia, la nascita del brand Little Quiet Ideas e ci regalano qualche consiglio utile per migliorare le nostre abitudini.

Ilaria e Elena di Little Quiet Ideas

Ilaria Turrisi, 39 anni, e Elena Gentili, 36 anni, sono le fondatrici del marchio Little Quiet Ideas, un progetto pensato per ridurre gli sprechi sostituendo prodotti monouso di impiego comune con oggetti riutilizzabili realizzati in tessuto. Due donne, Ilaria e Elena, che, prima di diventare imprenditrici, hanno fatto scelte importanti come quella di trasferirsi all'estero.

Il loro ambizioso progetto ha incontrato quindi, tra le altre sfide, anche quella di farsi spazio in un Paese che non è il proprio. Ma loro non si sono arrese e il loro brand oggi è una certezza per ogni consumatore.


L'INTERVISTA


Ilaria e Elena, partiamo dall’inizio. Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a lasciare l’Italia e a trasferirvi poi in Olanda?


I: Io e la mia famiglia vivevamo a Londra dal 2016 e, a causa della Brexit, l’azienda per cui lavorava mio marito si è trasferita ad Amsterdam. Siamo in Olanda da Settembre 2018.


E: Mi sono trasferita nei Paesi Bassi per iniziare una convivenza con Lorenzo, il mio ragazzo, dopo 4 anni e mezzo di relazione a distanza. Avevo voglia di fare un’esperienza all’estero. Mi piace viaggiare e conoscere posti e usanze diverse. Sono qui dal 2017.


Quale è stata la vostra prima impressione sul Paese dei mulini a vento e dei tulipani? Quali differenze riscontrate tra i due Paesi?


I e E: E’ un Paese molto più piccolo, la qualità di vita sicuramente più alta se paragonata ai ritmi di vita di città come Roma e Londra o Firenze. Un ottimo Paese in cui far crescere i propri figli, sicuro e con molto verde a disposizione. Inoltre, la possibilità di potersi spostare in bici, senza essere schiavi dell’automobile è impagabile. Di contro c‘è un sistema sanitario privato completamente diverso e la lingua olandese non proprio semplice da imparare.


Dischetti struccanti riutilizzabili

Prima di iniziare con il loro progetto Ilaria e Elena avevano lavori diversi.

Ilaria era una farmacista, ma per poter esercitare in Olanda aveva bisogno di raggiungere il livello B2 di olandese. Non si è lasciata demoralizare dalla barriera linguistica e dopo soli quattro mesi dal suo trasferimento aveva già gettato le basi di Little Quiet Ideas, registrando il marchio alla camera di commercio.

Elena invece ha inizialmente migliorato il suo inglese attraverso dei corsi di lingua. Mentre faceva la babysitter, la sua passione per il cucito è cresciuta, così come la sua voglia di reinventarsi.

Condividevano quindi entrambe un sogno comune: partire dalla loro passione per il cucito per costruire un brand senza sprechi di prodotti di uso quotidiano.

Come è nata quindi l’idea di creare Little Quiet Ideas e la vostra collaborazione?

Little Quiet Ideas logo

I: Little Quiet Ideas nasce a Londra. Era appena nata Dafne, la nostra secondogenita e avevo appena scoperto l’esistenza dei quietbooks, libri di stoffa per bambini.

Cucire mi aveva sempre affascinato ma non avevo mai avuto il tempo di frequentare un corso. Ho iniziato da autodidatta. Comprai il materiale e cominciai a confezionarne uno per Leonardo, il nostro primogenito che allora aveva quasi 4 anni.

Volevo reinventarmi; mi mancava terribilmente il mio lavoro, nonostante una vita strapiena con due figli. Non volevo essere solo una mamma, volevo anche uno spazio che fosse solo mio.

Da lì ho postato le foto del primo quietbook su Facebook e sono arrivate alcune richieste, ho aperto una pagina ed è iniziato un bel passaparola. L’aiuto di Loredana, amica di Roma, ha fatto in modo che gli ordini riuscissero ad arrivare puntuali ma la distanza non è stata facile da gestire ed il progetto si è modificato in pochi mesi perchè impossibile da gestire, complice l’inesperienza e il poco tempo a disposizione. A settembre avevo deciso di chiudere la partita iva...per fortuna sulla mia strada ho incontrato Elena ed il progetto ha preso completamente un’altra piega, sicuramente più solida e matura.



E: Io e Ilaria ci siamo conosciute ad un corso di olandese. La nostra collaborazione è nata dopo un appuntamento ad Agosto dell’anno scorso, in cui ho chiesto ad Ilaria informazioni su come aprire una mia partita iva visto che avevamo progetti simili.

Avevo fatto corsi di cucito ma non avevo mai avuto il coraggio di buttarmi in questo lavoro. Lo scorso anno, in primavera, ho avuto un aborto spontaneo e dopo un lungo periodo di convalescenza, per superare questa esperienza ho iniziato a cucire e sono riuscita a trovare il coraggio di farlo diventare un lavoro.

Ad Ottobre ho aperto una partita iva ed abbiamo iniziato a collaborare insieme. A Gennaio di quest’anno abbiamo aperto una nuova società con lo stesso nome visto che aveva già un network iniziato.


Little Quiet Ideas è un progetto totalmente eco-friendly perchè abbraccia la filosofia dello zero waste, ovvero nessun spreco. Come vi siete avvicinate quindi al tema della sostenibilità?


I: Durante il lockdown di Marzo 2020 i supermercati erano stati saccheggiati di qualunque cosa, soprattutto di prodotti per la pulizia. Per questo ho deciso di cucire qualcosa di utile e riutilizzabile. Un vecchio accappatoio e uno scampolo di cotone è diventato il nostro “scottex” lavabile e nel frattempo mi sono avvicinata all’autoproduzione di detersivi.

Rotolo da cucina riutilizzabile

E: Al tema della sostenibilità mi sono avvicinata in modo graduale. Leggi degli articoli e cerchi di capire come poter sostituire la plastica dei prodotti che compri nella tua vita quotidiana. Sono passata al deodorante in crema anni e anni fa, per esempio. Nel periodo della pandemia non si trovavano più i rotoli da cucina e altri prodotti e ho quindi trovato geniale l’idea di Ilaria di fare un rotolo da cucina lavabile. Insieme abbiamo aggiunto altri prodotti e cerchiamo di sostituire gli oggetti monouso con dei prodotti lavabili e riutilizzabili.


Da cosa deriva il nome Little Quiet Ideas?


I: Little Quiet Ideas nasce da un’idea di mio marito, in riferimento ai “quiet” book.

Io ed Elena abbiamo pensato molto se cambiare o meno nome al progetto, considerando che i quiebook sarebbero spariti (anche se forse ritorneranno) ed il centro del progetto sarebbe stato lo zerowaste. Ma, se non vogliamo alcuno spreco, perché non riutilizzare lo stesso nome? Alla fine ci siamo rese conto che queste piccole idee tranquille ci rappresentano!


E: Il nome Little Quiet Ideas nasce da Ilaria. Il suo business era iniziato con la produzione di libri sensoriali per bambini fatti a mano: i famosi “Quiet Book”. Ma dopo aver speso una fortuna per testare tutti i materiali (per ottenere la marcatura CE ), in pochi mesi le normative erano cambiate ed i test non erano più validi. Questo le aveva fatto abbandonare il progetto.

Ad oggi però ci stiamo attivando per poter riiniziare a produrli!



La vostra famiglia e i vostri amici vi hanno fin da subito supportato nella realizzazione del vostro piano?


I: Mio marito è sempre dalla mia parte, una solida spalla nella mia vita.

Gli amici direi che si sono molto meravigliati perché passare da un camice da farmacista alla macchina da cucire può sembrare strano!


E: La mia famiglia e amici mi hanno sempre supportato fin da subito, dandomi consigli e motivandomi. Alcuni di loro sono diventati anche nostri clienti.


Quale è stato l’ostacolo più difficile da sormontare nella creazione del vostro marchio?


I e E: Siamo un piccolo business e l’aspetto più difficile è farci conoscere.

Ci piacerebbe che il nostro mercato fosse in Olanda, però la barriera linguistica non è dalla nostra parte. Migliorare la conoscenza della lingua olandese ci darebbe maggiori opportunità. Rivoluzionare un progetto già esistente è stato un gran lavoro.

Abbiamo ricominciato praticamente da zero ma cercando di non tradire le aspettative di chi era già stato cliente. Il nostro nuovo logo è stato l’inizio di tutto. La difficoltà e la soddisfazione più grande sta proprio nella parola zero waste che per noi si traduce nel cercare di riutilizzare anche il più piccolo pezzettino di stoffa.


Quali materiali utilizzate per sostituire la plastica, le fibre sintetiche e la carta monouso?


I e E: Utilizziamo soprattutto cotone e bamboo, entrambi con certificazione Oekotex direttamente dai Paesi Bassi. Per i prodotti a contatto con i cibi abbiamo optato per EVA, un materiale plastico certificato a normativa MOCA (materiali a contatto con gli alimenti). Ci stiamo impegnando nella ricerca di cotone organico con fantasie accattivanti, cosa non semplicissima da trovare.


Quale è in assoluto l’oggetto zero waste di cui non potete più fare a meno?

Copri ciotole waterproof

I: Il kitchen roll perchè non compro più il classico “scottex” da più di un anno ed i pads struccanti insieme all’olio di cocco hanno sostituito tantissime bottigliette di detergenti e confezioni di dischetti monouso. Mio marito è un grande fan delle cover bowl, quando prepara la pizza!


E: Ad oggi i prodotti di cui non posso fare a meno sono: il kitchen roll riutilizzabile, lavabile e anche colorato per decorare la casa (non compro più il rotolo da cucina in carta), le shopper bag (non compro più una busta di plastica), i dischetti struccanti e le cover bowl che sostituiscono la pellicola.


Per molti non è semplice modificare le proprie abitudini di consumo, a volte perché si crede erroneamente che i prodotti riutilizzabili e eco-friendly non siano pratici o economici.

Assorbenti riutilizzabili

Il consiglio che Ilaria e Elena danno a tutte le persone che vogliono cambiare il loro stile di vita per renderlo più sostenibile, è quello di iniziare dalla cucina e dal cibo. Scegliere di acquistare frutta e verdura al mercato, possibilmente portando una propria busta. Inoltre anche se i prodotti riutilizzabili sono più costosi, basta fare un calcolo basato sulla durata media un periodo riutilizzabile (4-5 anni) per capire che questo è in realtà questo risulta più economico del prodotto monouso.

Un esempio?

Si calcola che in media una donna consumi all'anno 70€ di assorbenti. Ilaria e Elena hanno creato gli assorbenti riutilizzabili e lavabili a 18€ e durano molto più di un anno!

Quali sono le vostre aspettative e speranze per il futuro?


I e E: Little Quiet Ideas è un progetto in cui crediamo molto e speriamo decolli sempre più. Ci auguriamo che possa crescere insieme a noi, anche grazie alle collaborazioni strette in poco tempo con altre realtà locali. Ci auguriamo che abbia basi solide per durare nel tempo. E’ un progetto che rappresenta la nostra trasformazione e ha tutta la forza che abbiamo investito nel reinventarci. Un sogno? Andare al parco e vedere famiglie utilizzare le nostre lunchbag per i loro picnic. Per quanto riguarda il futuro, ad oggi c’è già molta consapevolezza su quanto ognuno di noi possa fare per ridurre gli sprechi. Fortunatamente esistono tante giornate che sensibilizzano sull’argomento. Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese molto aperto a tutto ciò che è eco-friendly e questo ci fa ben sperare.

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